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#26 LUISA

Luisa, 88 anni, è l’unica residente di Gorgona a rimanere sull’isola anche in inverno. Nata proprio a Gorgona si è trasferita a Firenze dopo sposata ma la mancanza dell’isola era forte e dopo la morte del marito ha deciso di farvi ritorno. Alla domanda di come si vive sull’isola mi risponde: “Io ci sto bene, sono nata qui nella casa dove vivo tutt’ora e non voglio andarmene. Sono scesa qui al molo a salutare mio figlio che è venuto a trovarmi. Lui parte, io rimango (sorride)”

Tempo fa Luisa ha ricevuto la visita del sindaco di Livorno:

“Non l’ho riconosciuto e gli ho chiesto chi fosse, mi ha detto che era il sindaco e che era venuto per un caffè. Poi l’ho rimproverato dicendogli di occuparsi di più dell’isola.

(ricordo che Gorgona è un’isola-penitenzario, la foto è stata scattata dalla mia guida)

#25 MARIA E GIANCARLO

Ogni tanto li incontro Maria e Giancarlo, nei mesi caldi fanno sempre una passeggiata nel quartiere prima del tramonto e poi si fermano su una panchina proprio davanti alla piscina dove vado a nuotare.
Oggi mi sono fermato lì con loro e così ho scoperto che Giancarlo ha 84 anni e, ovviamente, qualcosa da raccontare:
“Da giovane ero un girellone, fino ai 40 ero sempre fuori casa, Maria è mia cugina, siamo sposati da 43 anni, all’epoca sposare una cugina di primo grado faceva scalpore. Siamo nati entrambi nella stessa casa, nella stessa camera, in realtà tutta la nostra famiglia è nata in quella stessa camera, i nostri genitori, tutti i nostri fratelli e nostra figlia, e noi dormiamo tutt’ora li!”
“Sono bellissimi” penso. E con un pizzico di invidia li guardo allontanarsi mano nella mano nella luce del tramonto.

H u m a n s o f / A l e s s i o F o r l a n i / G a r i b a l d i 1 1 S p e a k e a s y

 

#24 ROBERTO

A Roma c’è un luogo magico, il Monte Testaccio, chiamato anche Monte dei Cocci in quanto costituito da strati di cocci provenienti da milioni di anfore utilizzate dagli antichi romani per trasportare l’olio e in seguito qui gettate; il nome Testaccio deriva dal latino ‘testae’, cocci.

E’ qui che ho incontrato Roberto. Cercavo senza risultato un modo per visitare il monte e non vedevo altro che un susseguirsi di locali notturni abbandonati e auto parcheggiate disordinatamente, prima di andarmene l’ho visto venirmi incontro e ho chiesto:

“È vero che il Testaccio è un monte fatto di cocci?”

Sorride: “Lo vuoi vedere con i tuoi occhi?”

Così Roberto ha aperto un cancello e mi ha fatto entrare nella sua proprietà; dal 1985 vive in un grottino alle falde del monte, un posto incredibile.

“Una volta questo posto era molto di moda e la notte era pieno di locali, adesso è decadente ma conserva intatto il suo fascino”.

Mi indica la via per arrampicarmi ma prima di lasciarmi salire mi fa una raccomandazione:

“Questo posto ha qualcosa di magico. Quando arrivi in cima fermati, non tornare giù subito, stai li, respira, senti la città sotto di te, chiudi gli occhi e pensa in silenzio ad un problema che ti affligge. Il Testaccio ti aiuterà a farlo sparire.” 

E’ strano ma quando sono arrivato lassù ho fatto come mi ha detto Roberto e dentro di me non ho trovato nessun problema reale al quale pensare. Non so se c’entra qualcosa il monte, fatto sta che prima di salire lassù non mi ero reso conto della mia fortuna.

#23 CIRO

Ciro ha 64 anni e fa il muratore, ha un bel sorriso e modi di fare forzatamente spavaldi che in verità servono a nascondere la sua timidezza.
“La cosa bella di noi napoletani è che diventiamo subito amici di tutti”.

Non si è fatto fotografare subito, prima ha tirato in mezzo all’inquadratura l’amico, poi ha preteso di farsi una foto con le amiche mie e infine non stava mai fermo, lo si evince bene dal mosso nella foto.

“Te mi devi spiegare una cosa, una volta sono stato a Firenze sotto il campanile di giotto, ho mangiato la ribollita in una trattoria della piazza. Mamma mia che schifezza! Mi devi dire come fate a mangiarla” (con la mano si copre la bocca).

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#22 ALFIO

“Se non tu metti il seme e non nasce nulla!Io ho girato tutti il globo, ho visto 30 religioni, le religioni sono delle commedie! Lavorate e girate il mondo, e vi si apre la mente. L’ unica cosa che riconosco io è la famiglia.. quella l’è indissolvibile, la famiglia è il mio dio. Guarda lui (riferito ad un africano suo cliente), lui prega Allah ma da mangià glielo do io!

Le religioni sono delle imperfezioni della mente. Se Giuseppe non andava con la Maria Gesù col cavolo che nasceva, lo spirito santo vallo a raccontare a qualchedun’altro!”

#21 IOANA

Ioana ha 70 anni, l’ho incontrata al Muzeul Satului di Bucarest dove lavora dal 1986. Il museo è situato all’interno del Parcul Herãstrãu e in esso è fedelmente ricreata la vita nei villaggi rumeni del passato, chi è stato in Romania si sarà accorto di quanto la tradizione contadina e pastorale siano ancora molto forti, e questo spiega in parte la grande popolarità di questo luogo.”Amo quello che faccio” mi dice Ioana con grande orgoglio vincendo l’evidente timidezza.